Viene introdotto alla musica dalla madre seguendo contemporaneamente il normale iter scolastico. Lasciata la Sicilia in giovane età si trasferisce a Roma, e da qui per brevi periodi in diversi centri del nord Italia cercando un po’ ovunque occasioni per ampliare i personali orizzonti e puntare sul quotidiano arricchimento spirituale e culturale.
Roma costituisce il punto di riferimento costante degli studi musicali, musicologici e umanistici coronati dal conseguimento di più diplomi e del dottorato in Filosofia.
Il richiamo di interessi in più settori lo accompagna come studente e protagonista in importanti centri culturali (Oxford, Salisburgo, Venezia, ecc.) non trascurando gli studi di Paleografia musicale compiuti e perfezionati con alcune ricerche critiche sulla musica bizantina, apparse su alcuni periodici.
Con l’avvento in Italia dell’istituzione dell’obbligo scolastico (1962) e del timido ingresso della Musica nella scuola Media, nella quale il Calì si ritrova per caso come insegnante di «Educazione musicale», scopre i nuovi interessi pedagogico-didattici che saranno oggetto di attenta meditazione e sui quali proietterà ogni energia alla luce delle esperienze studentesche e di preparazione plurima.
Da qui la sua totale dedizione ai complessi problemi dell’insegnamento musicale di massa, incoraggiato da felici opportunità di poter offrire il proprio pensiero, mediante scritti, convegni, corsi, lezioni, al pubblico degli insegnanti con il quale continua a condividere le ansie, le incertezze e le rare gioie del delicatissimo «mestiere».
Tra i primi e più assidui collaboratori dell’ex Centro Didattico Nazionale, tenta di farsi una ragione attraverso i labirinti delle metodologie anguste di quella prima ora, perseguendo un proprio itinerario per dare alla musica della scuola la più verosimile e aperta interpretazione del fondamentale concetto che è al suo interno, la dimensione educativo-mentale.
A questa tematica sono rivolti i suoi numerosi scritti, tutti dediti alla impostazione creativa dell’insegnamento musicale.
Con un tale entroterra di esperienza e convinzione, ha guidato i suoi studenti presso il Conservatorio «S. Cecilia» di Roma, dove ha avviato e sostenuto per anni l'indirizzo pedagogico-didattico degli studi musicali ininterrottamente dal 1967 al 2002 come titolare della cattedra di «Pedagogia musicale».
Lungo gli anni (1970 – 2000), a seguito di ripetuti inviti in tempi diversi, ha prestato la propria opera e disponibilità verso il Ministero della Pubblica Istruzione, Istituzioni accademiche di Università e Conservatori di musica, Irrsae del Lazio e del Molise,Associazioni e sindacati della Scuola (Organizzazione e conduzione di corsi, commissioni di studio, stesura di programmi, progetti di riforma, esami graduatorie nazionali, formulazione di percorsi didattici, tirocini guidati, concerti per le scuole, ...). 
Tra gli impegni di spicco si annoverano : Programma di concorso a cattedra nella Scuola Media – Riforma di taluni Insegnamenti nei Conservatori di musica – Commissione riforma quinquennio post-Media – Programmi per l’indirizzo didattico degli studi musicali – Commissione esami di abilitazione.
Seguono svariate forme di collaborazione (lezioni, conferenze, corsi, convegni,, interventi, consulenze, ...) con l’Università di Roma e di Napoli, con molti Conservatori, tra cui: Verona, Milano, Como, Venezia, Pesaro, Pescara, L’Aquila, Firenze, Bologna, Parma, Perugia, Campobasso, Salerno, ...).
Da diversi anni e attualmente cura la riedizione riveduta e aggiornata di alcune sue importanti opere nonché la stesura di nuovi lavori.